Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 7 dicembre 2017

Scrivi scrivi scrivi e poi taglia taglia taglia


Dopo avere scritto allegramente, senza badare a limiti e vincoli di sorta, rileggo il racconto e mi dico: “mi piace.” Peccato che il concorso preveda massimo 15000 caratteri spazi inclusi e che io verifichi di essere a quota 17352. Sono fuori di una pagina intera, il che sulle prime mi porta a dire: ”vabbè, una pagina...”, poi mi pone davanti al più difficile dei compiti per un autore: rinunciare alle proprie parole.
Perché se le partoriamo vorremmo tenercele strette tutte quante, cassarle è tradire l’ispirazione. Eppure la storia va ridotta, è inutile, c’è un regolamento.
Da dove comincio?

giovedì 23 novembre 2017

Scusate il disturbo

Woman with arms leves (Head of Dora Maar) - Pablo Picasso

Sono iscritta al gruppo Fb “Leggo Letteratura Contemporanea”, quarantanovemila e più membri: un popolo che legge, recensisce, consiglia, qualche volta polemizza. Lo frequento poco per mancanza di tempo, ma mi fa piacere seguirne i post, anche perché i suggerimenti spaziano e i commenti sono spesso interessanti. 
Tempo fa, una persona chiedeva consigli sull’esistenza di libri “disturbanti, intendendo per tali non i romanzi cruenti, con scene di violenza o di sesso spinto (sarebbe facile, in questo caso, buttarsi sull’horror o sull’erotico), ma “cattivi”, capaci di lasciare il lettore interdetto e confuso, di distruggere le sue certezze più radicate o quanto meno di metterle in dubbio
Più di seicento sono stati i consigli di lettura: alcuni romanzi quotati da molti, me compresa, altri sconosciuti, uno assolutamente “alternativo”.

giovedì 16 novembre 2017

E con questo ho detto tutto



Ci avete mai fatto caso che quando parliamo siamo un concentrato di luoghi comuni?
Se usassimo un segnale di allarme per ogni frase fatta utilizzata durante una conversazione, sarebbe un bel concerto di bip. Io stessa, nell’incipit di questo post, ho scritto: “ci avete mai fatto caso?”, che è un modo abbastanza convenzionale per dire “vi siete mai accorti? avete mai prestato attenzione?” ma anche prestare attenzione, tutto sommato, è un’espressione stereotipata e anche tutto sommato è uno luogo comune della lingua. Insomma, non se ne esce più

giovedì 9 novembre 2017

Lettrice a tolleranza zero



Basta, io ho dato! 
Ci ho messo tutta la mia buona volontà, ne ho parlato in varie occasioni nel blog, ho collaborato finché ho potuto con un’amica che gestisce su Twitter un profilo nato con le migliori intenzioni per dare spazio e visibilità ad autori nuovi. 
Mi arrendo
Metto in tasca il mio masochismo per diletto, anzi lo lancio dal balcone: che la pioggia di oggi se lo porti via. E non se ne parli più.

giovedì 19 ottobre 2017

I miei anni '90


Dopo gli anni ‘80, che sono stati quelli di passaggio dall’adolescenza alla maturità, ecco una nuova occasione per approfondire un altro decennio, i successivi anni ‘90, che hanno decretato i principali cambiamenti della mia vita. Da un’idea partita da Miki Moz, il tag è rimbalzato di blog in blog ed è approdato nel mio grazie a Pietro Sabatelli. È stato lui a coinvolgermi in questo nuovo giro di giostra che prevede un viaggio dentro i ricordi suddivisi, anche questa volta, per argomenti. 
Non nominerò a mia volta nessuno, ma potete liberamente unirvi e raccontare i vostri anni ‘90 qui o altrove.

martedì 17 ottobre 2017

L'esordiente e l’azzardo stilistico


Esordire significa dare inizio a qualcosa. Lo scrittore esordiente, dunque, è chi entra nel ring letterario (per usare la metafora di Murakami) non solo perché ha scritto qualcosa, ma perché quel qualcosa è stato pubblicato e ciò, in qualche modo, ha attribuito il carattere dell’ufficialità al suo ingresso nel mondo dei narratori.
Oggi mi chiedo se la libertà dello stile sia una prerogativa solo degli scrittori famosi o se sia il tentativo indovinato anche di un esordiente.

giovedì 12 ottobre 2017

#Imieiprimipensieri non del tutto primi: sfogo su un giovedì cominciato con una perdita.



Gli strumenti elettronici, benedetti, per carità!
Celerizzano, praticizzano, indispensabili, risolvono tutto, rispondono a ogni esigenza, ma tradiscono, cacchio se tradiscono. (Oh mentale, maledetto mentale: io penso a un mare di parolacce e tu mi obblighi a scrivere pappardelle addolcite.) 
Sono i peggiori, come certi uomini che ti fanno la corte, ti conquistano, ti fanno credere di essere indispensabili e poi nei momenti meno opportuni ti mollano e chi s’è visto s’è visto.
Ora io dico: ma ‘ndo c. è finito quel bell’articoletto che ho scritto quest’estate e ha aspettato il suo momento per tre mesi, zittito dal mio “no, non è ora: ti ho inserito nel calendario del blog post-estivo.” e lui a scalpitare: “dai, sono carino e posso piacere. Pubblicami”?
Sì è offeso. Si è offeso, ha girato i tacchi e se n’è andato oppure si è nascosto per farmi impazzire. Ah, ma se lo becco, prima gli do gli arresti domiciliari per un altro mese e poi gli faccio fare il suo ingresso nel blog. 

martedì 10 ottobre 2017

L’io narrante va a ruba


È inutile girarci attorno: qua urge un sistema, un escamotage, un metodo vincente per costringere un editore a buttare gli occhi sui nostri scritti. Con le sinossi non ce la caviamo, rassegniamoci: non siamo capaci di essere incisivi, di catturare l’attenzione in poche efficaci righe; stiamo là, con la nostra storia incapsulata dentro un file pronto per essere spedito e ci incartiamo con le due pagine di descrizione del romanzo, che poi è il nostro biglietto da visita, eh, mica un banale riassuntino dell’opera.
Okay, non pensiamo alla sinossi; oggi proviamo a immaginare una strategia per portare il nostro manoscritto all’attenzione dell’“aguzzino letterario” che decide cosa pubblicare e cosa cestinare senza prova d’appello.

giovedì 5 ottobre 2017

E fatevi una risata!


È scientificamente provato che ridere fa bene alla salute: stimola le endorfine, riduce lo stress, aiuta il relax e poi allena i muscoli facciali, così l’età fa più fatica a piantare in viso le rughe. 
Allora, ogni giorno, io cerco particelle di buon umore da distribuire lungo l’arco delle dodici ore diurne, perché di notte mi affido ai sogni e quelli non li posso manovrare.
Sapete qual è la verità? Ho ceduto il passo al nuovo che avanza e non mi pare poi tanto male.

martedì 3 ottobre 2017

Prego, sul ring c’è posto.


Poiché l’argomento è vasto e complesso, invece che parlare di “romanzo” parlerei del romanziere. 

Non si può negare che la gran parte dei romanzieri non abbia un buon carattere: sono spesso eccentrici, hanno abitudini bizzarre e in più pensano di avere sempre la ragione in tasca, qualunque cosa facciano o scrivano.

giovedì 28 settembre 2017

Io, sicula d.o.c.



Prendo spunto dal bel post di Luana, che nel suo blog ha sottolineato il valore indiscutibile del dialetto ed estendo il discorso alla mia smaccata sicilianità, che si palesa immediatamente ad apertura di bocca, non tanto per l’uso di termini dialettali (che moderatamente uso durante una discussione), quanto per la mia inequivocabile cadenza.

martedì 26 settembre 2017

La morte in Tribunale


Un mio amico sostiene che bisognerebbe scrivere del proprio mondo, senza inventare cose lontane dalle esperienze personali. Giuseppe Pontiggia lo ha fatto, anzi ha cominciato così: ha esordito con il romanzo “La morte in banca”, dove ha raccontato la frustrazione di un lavoro che non amava. Era un impiegato insoddisfatto e poi è diventato uno scrittore da Premio Strega, con una carriera incoraggiata da Elio Vittorini, che lo ha spinto a dedicarsi alla narrativa grazie a quell’esordio autobiografico molto apprezzato. 
E se fosse davvero questa la chiave di volta di un successo letterario?

domenica 24 settembre 2017

Liebster epistola



Caro Giovanni,

scusa il ritardo con cui ti rispondo: mi hai nominato per un Liebster Award estivo e io lo sto onorando in autunno, ma sai, ho passato un periodaccio e il caldo non mi ha messo nelle condizioni di dedicarmi alla scrittura. Vedo che tu, invece, sei sempre impegnato a dare vita a storie complesse e sempre ispirate. Sei una macchina da guerra scrittoria, posso dirlo? 

giovedì 21 settembre 2017

Da dove sto aspettando


Io sono scrittrice.
Sono scrittrice perché la mattina mi alzo e ancora in pigiama e ciabatte mi siedo davanti al computer; sono scrittrice perché anche nei momenti impensabili un’idea casuale diventa impellenza: con la bocca schiumosa di dentifricio o il mestolo imbrodato devo correre a fissarla su carta. In macchina inserisco il pilota automatico e seguo strade immaginarie, al supermercato fisso le persone come una maniaca in cerca di “prede” letterarie, profili da catturare e sequestrare dentro una pagina.

martedì 19 settembre 2017

L’amore ritrovato


Una notte di qualche mese fa ho sognato Alessandro. Era seduto sul divano, accanto alla libreria e mi guardava mentre, china sulla tastiera, mi affannavo a trovare un modo per risolvere un problema. Di scrittura, naturalmente; per tutti gli altri, so a chi chiedere e di solito lo faccio con le mani congiunte.
Dunque Alessandro mi guardava e cercava di attirare la mia attenzione, picchiettando le dita sul bracciolo. Credo volesse parlarmi, mentre io continuavo a ignorarlo per non ammettere che la sua presenza mi faceva uno strano effetto: ero felice che fosse tornato, ma non volevo dimostrarglielo.

sabato 9 settembre 2017

Insieme Raccontiamo 24: BUON COMPLEANNO!


Appuntamento importante: Insieme Raccontiamo chiude il suo secondo anno di successo e io non potevo non festeggiarlo.

Nel 2016 ho scomodato le “Myrtilla’s Angels”, quest’anno ho osato con un personaggio mooolto più importante (non me ne voglia, dalla tomba in cui si sarà rivoltato.)

Le regole per partecipare all’iniziativa sono nel blog Myrtilla’shouse.
(Per l’occasione, anche questa volta niente limiti di lunghezza.)

martedì 5 settembre 2017

#cosahosmessodileggere: sconsigli letterari



Siamo tutti contenti di annunciare al mondo i libri che stiamo leggendo, disinteressati, invece, a comunicare quelli che non leggeremo mai o che abbiamo smesso di leggere. 
Si può non leggere un libro per pregiudizio, per gusto personale, non mi va, non ho tempo, desidero dedicarmi ad altro, tuttavia in questo caso non sappiamo cosa realmente ci perdiamo e potremmo lasciare sugli scaffali testi meritevoli o evitare, ma senza saperlo, opere di scarsa qualità. Smettere di leggere un libro, invece, decreta una precisa scelta, una concreta presa di posizione: non voglio andare avanti perché non mi piace, è diverso da come me lo aspettavo, non mi conquista, non lo capisco, lo trovo brutto.
Così, le letture fatte o in corso prendono il largo in rete, sono consigliate, condivise, recensite, quelle ripudiate restano incidenti di percorso.

sabato 2 settembre 2017

Ambrogio, avverto un leggero languorino



Complice un soffio di vento che, finalmente, attraversa la cucina e si perde nel corridoio di casa mia, decido che posso fare un’eccezione e concedere una tregua all’attività indefessa e coraggiosa di mio figlio che dal 3 luglio scorso, tutti i giorni (esclusa la parentesi vacanza in Sicilia) si occupa del pranzo (a cena, vivaddio, ci affidiamo alla praticità di mio marito: uova sode e insalata.)

martedì 29 agosto 2017

La rivalsa di tutto ciò che non mi è mai venuto spontaneo nei confronti dell’unica cosa che ho sempre voluto fare.

Disegno "senza titolo" di Michele Cara

Dedicarmi allo sport non mi viene spontaneo. 
Ho cominciato con il tennis da bambina, da ragazza giocavo a pallacanestro, poi è stata la volta di step e life pump, attività con tanto movimento e musica e alla fine sono approdata al nuoto, che pratico ancora adesso. Ma io ho provato il tennis perché mio padre era un campione e lui pensava che potessi avere ereditato la stessa attitudine; mi sono iscritta a pallacanestro perché c'erano le mie amiche e l'allenatore era un figo pazzesco, step e life pump perché ero nella fase del "voglio avere un bel fisico" e il nuoto perché mi piace, quello sempre, anche se negli anni ho insistito a causa di problemi subentrati alla schiena (per la cronaca, ho pure i menischi andati.)

mercoledì 9 agosto 2017

AperiLiebster Award

                                       

 Ho una postazione esclusiva, quest’anno: il nostro ombrellone è in pole position. Stare nella prima fila significa che posso godermi sdraiata lo spettacolo del mare direttamente, senza guardarlo attraverso gli ombrelloni piazzati davanti a me. Un privilegio guadagnato solo perché arranco con le stampelle e al piede ho un gambale di plastica rinforzato, con il quale posso anche pensare di imbarcarmi su un astronave. 

domenica 6 agosto 2017

#CitazioniEstive: Gertrude - “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni


Dopo dodici mesi di noviziato, pieni di pentimenti e di ripentimenti, si trovò al momento della professione, al momento cioè in cui conveniva, o dire un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai, o ripetere un sì tante volte detto; lo ripeté, e fu monaca per sempre.

giovedì 3 agosto 2017

Insieme Raccontiamo 23


“Fare blogging divertendosi” è il manifesto dell'iniziativa "Insieme Raccontiamo" del blog Myrtilla’shouse, così questa sera condivido volentieri la mia partecipazione estiva all'appuntamento del mese di luglio.

martedì 1 agosto 2017

#CitazioniEstive: Neologismi in “Umami” di Laia Jufresa



Appena si siedono, Chela decreta: Ora parliamo di cose felici. Sul tavolo ci sono le crêpes, due piatti e un assaggio della collezione di marmellate di Chihuahua. L’acqua del rubinetto in una brocca. A Marina, che non usa mai il tavolo, sembra tutta una simulazione, e oscilla tra l’attrazione e la ripugnanza. Inizia tu, dice Chela. 
Invento colori, è la prima cosa felice che viene in mente a Marina. 
Con la pittura? 
Con le parole. 

domenica 30 luglio 2017

#CitazioniEstive: Il giudizio del marchese di Norpois - "All'ombra delle fanciulle in fiore" (Marcel Proust)

Per il mio genere d'intelligenza mio padre nutriva un disprezzo sufficientemente corretto dalla tenerezza perché, nel complesso, il suo sentimento fosse, riguardo a tutto ciò che facevo, di cieca indulgenza. Non esitò, dunque, a mandarmi a prendere un poemetto in prosa che avevo composto tempo prima a Combray, di ritorno da una passeggiata. L'avevo scritto in uno stato di esaltazione, che, a mio avviso, avrebbe dovuto trasmettersi a chiunque lo leggesse. Ma il signor di Norpois, evidentemente, non vi soggiacque, perché non disse una parola mentre mi restituiva il poemetto.

giovedì 27 luglio 2017

In viaggio con Proust: la mia dipendenza


Finisco “All’ombra delle fanciulle in fiore”, il secondo volume de “La Recherche” e torno subito indietro alle parti sottolineate, le rileggo e non mi stanco, perché ogni rilettura mette a nudo sensazioni diverse. Scopro particolari che si sono annidati durante il primo passaggio, ma che io ho lasciato scorrere senza dargli il peso meritato. Poiché gliene riconoscevo uno, via via che procedevo, rapita da un’estasi tutta nuova per me, sottolineavo, inserivo promemoria (rileggere, approfondire), mettevo segni in calce, nei bordi, a inizio paragrafo: asterischi per aggiungere note, spunte per ricordarmi di un passo notevole, linee ondulate a lato di un brano da ricopiare nel mio taccuino delle citazioni.

sabato 22 luglio 2017

#CitazioniEstive: l'esordiente ne "La grande sera" di Giuseppe Pontiggia


Inseguito dai dubbi dell'inesistenza, l'esordiente attraversava la clandestinità - ricercata dagli amanti e dai terroristi - con un mondo di angosce inenarrabili. Quando decideva di uscirne e si presentava a un critico, di solito si difendeva, da se stesso e dagli altri, dichiarando di scrivere solo per sé: intenzione smentita dalle circostanze stesse in cui veniva rivelata. Alcuni avrebbero voluto una risposta inequivocabile a un quesito fatale: se continuare a scrivere o rinunciare. Nessuno, che si sapesse, aveva mai consigliato la seconda soluzione, anche se molti l'avrebbero considerata opportuna.

venerdì 21 luglio 2017

Leggo. Alacremente leggo.



È questo quello che faccio da tre settimane, da quando un incidente stupido ma deleterio mi ha rubato l’estate. Oggi sarei stata in viaggio, giù, lungo lo stivale, nove ore a macinare chilometri con le valigie gonfie e la piantina di basilico incastrata tra i sedili dietro, nell’auto. Un mese di odori e sapori siciliani ai quali sono costretta a rinunciare finché non mi tolgono l’ingessatura (cosa che se Dio vuole avverrà i primi di agosto.)

venerdì 7 luglio 2017

Le mie vacanze speciali


Ah, S. Vito lo Capo è lì che mi aspetta, con il suo mare cristallino e la spiaggia sovraffollata di luglio. La signora B. ci consegnerà le chiavi della casa che da nove anni affittiamo per due settimane, ritroverò gli ibiscus da innaffiare in giardino, le palme altissime e curate, le biciclette con cui girare in paese, ma soprattutto la bellezza di un posto che amo da sempre.

martedì 4 luglio 2017

"Allora, ti è piaciuto il mio romanzo?"

 

E alla fine ho scelto quanta verità somministrare alla mia amica, autrice di un libro che non ho apprezzato per una serie di ragioni spiegate in parte al telefono, facendo lo slalom fra diplomazia e faccia tosta.

giovedì 29 giugno 2017

Riassumendo, tra caldo e libertà


Quest’anno mi sono messa in modalità vacanza prima del tempo. Sono una siciliana anomala: pur amando sole e mare, il caldo mi è nemico.

martedì 6 giugno 2017

La "buona scrittura" secondo me


Se parliamo di scrittura, la mia mente lavora in modo differente nell'arco delle ventiquattro ore: quando mi sveglio, alle sei del mattino, il cervello riposato è un contenitore vuoto che si riempie di idee; nel pomeriggio si pone in standby oberato di contingenze giornaliere; la sera, poi, si riattiva, ma è carico di rifiuti da smaltire. Quei rifiuti sono i dubbi che ho, le domande che mi pongo, le soluzioni che non trovo, il problema che resta. Alla fine è la notte a fare cestino mentale e l'indomani il ciclo si ripete. 
In pratica, il mio ritmo circadiano ruota attorno a un'intensa attività cerebrale di elaborazione dati, lettura, ricerca di informazioni, riflessioni, ragionamenti su fatti e cose, risultati.

È da un po' di tempo che sono in fissa con l'idea di  "buona scrittura", un concetto che ho riadattato  a un'esigenza che sto cominciando ad avvertire in modo concreto quando scrivo.

giovedì 1 giugno 2017

#stoleggendo Teresa Ciabatti: conclusioni



Terzo e ultimo appuntamento con la  lettura condivisa. Tiriamo le somme sempre nel blog ilibridisandra.

Se vi siete persi le precedenti discussioni:
#T. Ciabatti: impatto
#T. Ciabatti: una lettura fluida e coinvolgente

Alle mie due compagne di lettura, Sandra e Iara, dico grazie per la bella esperienza. 


martedì 30 maggio 2017

Tra le mie letture, una favola "morale"


È un periodo intenso di letture, questo. Seguo consigli, attingo a suggestioni altrui, negli ultimi tempi mi sono dedicata anche a cose diverse, ben lontane dalle mie consuetudini librarie. 
Forse è per dare una bella sferzata alla noia di cui vi ho parlato che ho deciso di rivoluzionare il mio sistema di lettura tarato sulle stesse impostazioni da anni e mai rivisitato, tranne qualche eccezione: mainstream, solo mainstream, accompagnato a una lettura classica. 
La lettura classica resta (su quella non sono previste deroghe), ma ho aperto porte nuove e sono entrata in mondi diversi: un thriller (è il libro di un'esordiente), tre testi teatrali (ho letto in due giorni Casa di bambola di Ibsen, La locandiera di Goldoni, Così è (se vi pare) di Pirandello), un erotico (alla fine ho mantenuto la promessa fatta a Erica Mai), ma una lettura, fra queste, mi ha sorpreso più di tutte: è una favola moderna, anzi un canto anarchico (detto con le parole dell'autrice), scritto da una donna sui generis, una raffinata provocatrice, sfrontata, dissacrante, anticonformista; una scrittrice, giornalista e sceneggiatrice, che non esita a definire turpe e osceno l'uso del denaro, anzi stupida, bieca, ignobile, noiosissima la mentalità per cui il denaro compra tutto. 
Anche i bambini.

giovedì 25 maggio 2017

Sarà lei "la più amata"? - Lettura condivisa di Teresa Ciabatti


"È giusto obbedire alla notte" di Matteo Nucci, "Le otto montagne" di Paolo Cognetti e "La più amata" di Teresa Ciabatti.
Cos'hanno in comune questi romanzi?
Sono tre dei dodici semifinalisti del Premio Strega 2017.
Li ho citati perché uno, Nucci, l'ho letto, l'altro, Cognetti, voglio leggerlo, e il terzo, quello della Ciabatti, perché io e Sandra Faè abbiamo avuto una pensata qualche settimana fa, anzi un mese fa esatto: farne una lettura in contemporanea, visto che lei ne aveva parlato in un post e, in quella sede,  la proposta, nata da un commento, mi era sembrata interessante.

martedì 23 maggio 2017

Polemically correct

Il mio blog non vanta una lunga attività in rete, tuttavia in questi tre anni di frequentazione della blogosfera mi è capitato di leggere molti articoli tematici che sembravano essere al passo con una specifica tendenza del momento.
Esistono degli argomenti che vanno a cicli e una discussione in merito la trovi in quasi ogni sito che parli di scrittura.

domenica 21 maggio 2017

I miei anni '80

Ogni scusa è buona per buttare uno sguardo indietro ai mitici anni '80, ma adesso non mi lascio sfuggire l'occasione per dedicare un'intera pagina al periodo più bello della mia vita, dando seguito al gioco-catena ideato da Miki Moz, dopo essere stata nominata da Nadia Banaudi del blog "svolazzi e scritture." 

martedì 16 maggio 2017

I no che aiutano a crescere


Ho rubato il titolo del post a un saggio di Asha Phillips, ma questa non è una recensione del libro, anche perché non l'ho mai letto. Ne sentivo parlare ai tempi della scuola primaria dei miei figli e, certo, sembra interessante: il testo analizza, con una casistica divisa per età, le varie tipologie di situazioni in cui è fondamentale per un genitore "dire di no" al proprio figlio per consentire uno sviluppo positivo della sua personalità evitando al bambino di infilarsi in una dinamica autocentrata e "onnipotente" (descrizione tratta da Ibs.it)
Mi sento a posto con la coscienza: i miei due pargoli, ormai adolescenti, sono cresciuti a pane e no.

Oggi mi è venuto spontaneo allargare il discorso azzardando un parallelismo: molti di noi non stanno attraversando, in fondo, delle tappe evolutive nella difficilissima arte della scrittura divenuta impegno quotidiano? E pensavo a quanti "no" aiutano a maturare un significativo cambiamento in chi intende raggiungere non dico dei livelli accettabili, ma dei veri e propri obiettivi importanti, che siano il risultato di sudore e fatica distribuiti nel tempo.

Quando io critico il self-publishing lo faccio perché leggo, in tanti autori che pubblicano la propria opera, costi quel che costi, solo la precisa volontà di superare l'ostacolo dei "no", che non sono soltanto quelli degli editori poco interessati o attenti a soddisfare prevalentemente le esigenze di mercato, ma anche quelli dei lettori che bocciano determinate opere per tutta una serie di ragioni che non vengono capite. Perché l'autore self si è infilato in quella "dinamica autocentrata e onnipotente" del bambino che non sa intascare i "no" necessari. 

Non parlo a vanvera, voglio raccontarvi un'esperienza personale a conforto della mia riflessione.

giovedì 11 maggio 2017

Scusate, oggi atterro



Giovedì scorso, dopo uno scambio di battute con un amico blogger, mi sono messa in mano "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo.
In effetti, era una vita che aspettava nella libreria, schiacciato fra i libri che faccio finta di non avere. 
Così giovedì, dopo pranzo, l'ho cominciato; sabato, prima di pranzo, l'ho finito: era una vita che mi aspettava...
E NON POTEVA CONTINUARE A FARLO?

****

giovedì 4 maggio 2017

Scusate, oggi volo!


In un commento di martedì scorso al mio post sulla noia, Michele Scarparo mi ha detto: "prendine uno e leggilo".
Vabbè, ora, solo perché solleticata da una provocazione, spendo dieci euro per comprare uno dei tanti successi di Fabio Volo?
Giammai! 
Se non altro perché sono una donna fortunata: ce l'ho, un Fabio Volo, nella libreria, anche se non l'ho mai letto; mi è stato regalato per un compleanno da un'amica ("Dani, un libro! Non potevi farmi cosa più gradita." 
Dietro le quinte: "DANI, TI SEMBRO IL TIPO CHE LEGGE FABIO VOLO?")

martedì 2 maggio 2017

Tutto il resto è noia

Giovane operaio
Amedeo Modigliani
Metti un giorno che, armata di buona volontà, mi siedo per completare un capitolo del romanzo e mi trovo a disegnare cerchi di fumo nell'aria oppure penso che il blog meriti un bel discorso sull'importanza delle parole e mi trovo a sbuffare su ciò che sto scrivendo. Metti che sbuffo anche intrufolandomi qua e là nei vari siti e mi scoccia commentare.
Orribile sensazione, la noia.

giovedì 27 aprile 2017

Repetita iuvant: 10 regole di scrittura (col sorriso di Beppe Severgnini)


Qualche giorno fa stavo cercando conforto in rete per un articolo che ho scritto sulla "buona scrittura", che avrei dovuto
mandare in onda martedì scorso e che invece ho rinviato a nuova data per noia sopraggiunta.

Clicca qui clicca là, ho scovato un articolo di Beppe Severgnini, su corriere.it, in risposta alla lettera di una fedele lettrice che chiedeva al giornalista di ripubblicare le regole per scrivere bene (già elencate, in occasione degli esami di maturità,  in un articolo della rivista Io Donna del 2000.)

Avendole trovate divertenti, le piazzo anche nel mio blog (magari tornano utili):

martedì 18 aprile 2017

Il ritorno




Stamattina ho chiuso il profumo della mia città in valigia, ho preso un ultimo caffè con due mie amiche, ho salutato i miei genitori, sono salita in auto, ho viaggiato fino a Catania.

giovedì 13 aprile 2017

Voci di scrittori: i nomi degli autori



Come promesso, ecco i nomi degli autori dei brani postati martedì scorso a sostegno della mia riflessione. Trattasi di:

1) Non aspettare la notte  di Valentina D'Urbano
2) Cleopatra va in prigione  di Claudia Durastanti
3) Niente è come te  di Sara Rattaro
4) Favole del morire  di Giulio Mozzi
5) La strage dei congiuntivi  di Massimo Roscia
6) Chirù  di Michela Murgia

****

martedì 11 aprile 2017

Voci di scrittori

La giovinezza regala salute, vigore e sempre nuovi sogni, ma la maturità fa fiorire un raro frutto: la consapevolezza, anticamera di una grande dote che è la capacità di dare un senso a tutte le cose, qualche volta di metterle in ordine, altre di saperle guardare nel modo giusto. 
Ho ingaggiato una silenziosa battaglia contro i segni del tempo, ma non mi lamento di nulla, ho raggiunto un discreto livello di certezze su alcuni aspetti della vita e considero, questa mia, un'angolazione privilegiata da cui osservare ogni cambiamento.
È da questa ottica consapevole che analizzo anche la mia scrittura.

martedì 4 aprile 2017

In viaggio con Proust: il "male" di Charles Swann


"Di tutti i modi in cui nasce l'amore, di tutti gli agenti di disseminazione del sacro male, quel grande soffio di angoscia che a volte passa su di noi, certamente è uno dei più efficaci. Allora la sorte è segnata, la creatura con la quale stiamo bene in quel momento, sarà lei che ameremo."

Sono rimasta intrappolata nelle duecento pagine che scavano dentro l'amore sofferto di Charles Swann, una parentesi che si apre nel primo volume della Recherche, piccolo romanzo nel romanzo dal titolo "Un amore di Swann". Narrato in terza persona, esso vive di luce propria, approfondendo una storia che precede l'inizio di quella principale e che rappresenta una sorta di antefatto avente come protagonista Charles Swann, il più celebre personaggio dell'opera di Proust, il quale fa la sua comparsa defilata già all'inizio del primo volume (il titolo, non a caso, porta il suo nome) e che soltanto nella seconda parte del libro diventa protagonista esclusivo di un tormento d'amore, il più bello che io abbia mai letto.