Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 27 aprile 2017

Repetita iuvant: 10 regole di scrittura (col sorriso di Beppe Severgnini)


Qualche giorno fa stavo cercando conforto in rete per un articolo che ho scritto sulla "buona scrittura", che avrei dovuto
mandare in onda martedì scorso e che invece ho rinviato a nuova data per noia sopraggiunta.

Clicca qui clicca là, ho scovato un articolo di Beppe Severgnini, su corriere.it, in risposta alla lettera di una fedele lettrice che chiedeva al giornalista di ripubblicare le regole per scrivere bene (già elencate, in occasione degli esami di maturità,  in un articolo della rivista Io Donna del 2000.)

Avendole trovate divertenti, le piazzo anche nel mio blog (magari tornano utili):

martedì 18 aprile 2017

Il ritorno




Stamattina ho chiuso il profumo della mia città in valigia, ho preso un ultimo caffè con due mie amiche, ho salutato i miei genitori, sono salita in auto, ho viaggiato fino a Catania.

giovedì 13 aprile 2017

Voci di scrittori: i nomi degli autori



Come promesso, ecco i nomi degli autori dei brani postati martedì scorso a sostegno della mia riflessione. Trattasi di:

1) Non aspettare la notte  di Valentina D'Urbano
2) Cleopatra va in prigione  di Claudia Durastanti
3) Niente è come te  di Sara Rattaro
4) Favole del morire  di Giulio Mozzi
5) La strage dei congiuntivi  di Massimo Roscia
6) Chirù  di Michela Murgia

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martedì 11 aprile 2017

Voci di scrittori

La giovinezza regala salute, vigore e sempre nuovi sogni, ma la maturità fa fiorire un raro frutto: la consapevolezza, anticamera di una grande dote che è la capacità di dare un senso a tutte le cose, qualche volta di metterle in ordine, altre di saperle guardare nel modo giusto. 
Ho ingaggiato una silenziosa battaglia contro i segni del tempo, ma non mi lamento di nulla, ho raggiunto un discreto livello di certezze su alcuni aspetti della vita e considero, questa mia, un'angolazione privilegiata da cui osservare ogni cambiamento.
È da questa ottica consapevole che analizzo anche la mia scrittura.

martedì 4 aprile 2017

In viaggio con Proust: il "male" di Charles Swann


"Di tutti i modi in cui nasce l'amore, di tutti gli agenti di disseminazione del sacro male, quel grande soffio di angoscia che a volte passa su di noi, certamente è uno dei più efficaci. Allora la sorte è segnata, la creatura con la quale stiamo bene in quel momento, sarà lei che ameremo."

Sono rimasta intrappolata nelle duecento pagine che scavano dentro l'amore sofferto di Charles Swann, una parentesi che si apre nel primo volume della Recherche, piccolo romanzo nel romanzo dal titolo "Un amore di Swann". Narrato in terza persona, esso vive di luce propria, approfondendo una storia che precede l'inizio di quella principale e che rappresenta una sorta di antefatto avente come protagonista Charles Swann, il più celebre personaggio dell'opera di Proust, il quale fa la sua comparsa defilata già all'inizio del primo volume (il titolo, non a caso, porta il suo nome) e che soltanto nella seconda parte del libro diventa protagonista esclusivo di un tormento d'amore, il più bello che io abbia mai letto.