Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 25 maggio 2017

Sarà lei "la più amata"? - Lettura condivisa di Teresa Ciabatti


"È giusto obbedire alla notte" di Matteo Nucci, "Le otto montagne" di Paolo Cognetti e "La più amata" di Teresa Ciabatti.
Cos'hanno in comune questi romanzi?
Sono tre dei dodici semifinalisti del Premio Strega 2017.
Li ho citati perché uno, Nucci, l'ho letto, l'altro, Cognetti, voglio leggerlo, e il terzo, quello della Ciabatti, perché io e Sandra Faè abbiamo avuto una pensata qualche settimana fa, anzi un mese fa esatto: farne una lettura in contemporanea, visto che lei ne aveva parlato in un post e, in quella sede,  la proposta, nata da un commento, mi era sembrata interessante.

martedì 23 maggio 2017

Polemically correct

Il mio blog non vanta una lunga attività in rete, tuttavia in questi tre anni di frequentazione della blogosfera mi è capitato di leggere molti articoli tematici che sembravano essere al passo con una specifica tendenza del momento.
Esistono degli argomenti che vanno a cicli e una discussione in merito la trovi in quasi ogni sito che parli di scrittura.

domenica 21 maggio 2017

I miei anni '80

Ogni scusa è buona per buttare uno sguardo indietro ai mitici anni '80, ma adesso non mi lascio sfuggire l'occasione per dedicare un'intera pagina al periodo più bello della mia vita, dando seguito al gioco-catena ideato da Miki Moz, dopo essere stata nominata da Nadia Banaudi del blog "svolazzi e scritture." 

martedì 16 maggio 2017

I no che aiutano a crescere


Ho rubato il titolo del post a un saggio di Asha Phillips, ma questa non è una recensione del libro, anche perché non l'ho mai letto. Ne sentivo parlare ai tempi della scuola primaria dei miei figli e, certo, sembra interessante: il testo analizza, con una casistica divisa per età, le varie tipologie di situazioni in cui è fondamentale per un genitore "dire di no" al proprio figlio per consentire uno sviluppo positivo della sua personalità evitando al bambino di infilarsi in una dinamica autocentrata e "onnipotente" (descrizione tratta da Ibs.it)
Mi sento a posto con la coscienza: i miei due pargoli, ormai adolescenti, sono cresciuti a pane e no.

Oggi mi è venuto spontaneo allargare il discorso azzardando un parallelismo: molti di noi non stanno attraversando, in fondo, delle tappe evolutive nella difficilissima arte della scrittura divenuta impegno quotidiano? E pensavo a quanti "no" aiutano a maturare un significativo cambiamento in chi intende raggiungere non dico dei livelli accettabili, ma dei veri e propri obiettivi importanti, che siano il risultato di sudore e fatica distribuiti nel tempo.

Quando io critico il self-publishing lo faccio perché leggo, in tanti autori che pubblicano la propria opera, costi quel che costi, solo la precisa volontà di superare l'ostacolo dei "no", che non sono soltanto quelli degli editori poco interessati o attenti a soddisfare prevalentemente le esigenze di mercato, ma anche quelli dei lettori che bocciano determinate opere per tutta una serie di ragioni che non vengono capite. Perché l'autore self si è infilato in quella "dinamica autocentrata e onnipotente" del bambino che non sa intascare i "no" necessari. 

Non parlo a vanvera, voglio raccontarvi un'esperienza personale a conforto della mia riflessione.

giovedì 11 maggio 2017

Scusate, oggi atterro



Giovedì scorso, dopo uno scambio di battute con un amico blogger, mi sono messa in mano "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo.
In effetti, era una vita che aspettava nella libreria, schiacciato fra i libri che faccio finta di non avere. 
Così giovedì, dopo pranzo, l'ho cominciato; sabato, prima di pranzo, l'ho finito: era una vita che mi aspettava...
E NON POTEVA CONTINUARE A FARLO?

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giovedì 4 maggio 2017

Scusate, oggi volo!


In un commento di martedì scorso al mio post sulla noia, Michele Scarparo mi ha detto: "prendine uno e leggilo".
Vabbè, ora, solo perché solleticata da una provocazione, spendo dieci euro per comprare uno dei tanti successi di Fabio Volo?
Giammai! 
Se non altro perché sono una donna fortunata: ce l'ho, un Fabio Volo, nella libreria, anche se non l'ho mai letto; mi è stato regalato per un compleanno da un'amica ("Dani, un libro! Non potevi farmi cosa più gradita." 
Dietro le quinte: "DANI, TI SEMBRO IL TIPO CHE LEGGE FABIO VOLO?")

martedì 2 maggio 2017

Tutto il resto è noia

Giovane operaio
Amedeo Modigliani
Metti un giorno che, armata di buona volontà, mi siedo per completare un capitolo del romanzo e mi trovo a disegnare cerchi di fumo nell'aria oppure penso che il blog meriti un bel discorso sull'importanza delle parole e mi trovo a sbuffare su ciò che sto scrivendo. Metti che sbuffo anche intrufolandomi qua e là nei vari siti e mi scoccia commentare.
Orribile sensazione, la noia.