Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

sabato 9 settembre 2017

Insieme Raccontiamo 24: BUON COMPLEANNO!


Appuntamento importante: Insieme Raccontiamo chiude il suo secondo anno di successo e io non potevo non festeggiarlo.

Nel 2016 ho scomodato le “Myrtilla’s Angels”, quest’anno ho osato con un personaggio mooolto più importante (non me ne voglia, dalla tomba in cui si sarà rivoltato.)

Le regole per partecipare all’iniziativa sono nel blog Myrtilla’shouse.
(Per l’occasione, anche questa volta niente limiti di lunghezza.)

L’incipit di Patricia, accompagnato da questa immagine


 era:

“Ci sono strade che portano ovunque.
Ci sono incroci che portano lontano
Ma quando vedrai un cervo che scappa
Un serpente che attacca
E di un uomo le gambe soltanto
Saprai che sotto al varco dovrai passare
E il pericolo andare ad incontrare.”

Ok! Poteva andare bene e incominciò a spedire gli inviti.

La storia, completata con il mio finale, è questa:
“Ci sono strade che portano ovunque.
Ci sono incroci che portano lontano
Ma quando vedrai un cervo che scappa
Un serpente che attacca
E di un uomo le gambe soltanto
Saprai che sotto al varco dovrai passare
E il pericolo andare ad incontrare.”

Ok! Poteva andare bene e incominciò a spedire gli inviti.
Uno era accompagnato da una lettera:

Queste sei righe mi sono costate un pomeriggio di fatica alla ricerca di rime facili e semplici parole, io che con le parole scolpisco fregi di arte barocca. Quante ore di attesa saranno sufficienti a colmare il vuoto dei miei pensieri, consapevole dell’indifferenza che probabilmente mi destinerai, Patricia, adorata Patricia, nonostante i tuoi ripetuti rifiuti subiti con dolorosa presa di coscienza, alla quale non ho mai opposto rassegnazione alcuna, con la contraria intenzione di farmi insistente per superare il problema che cesserebbe di affliggermi, se solo tu mi degnassi di uno sguardo complice o solo affettuoso, purché sincero, quando, invece, il silenzio e la tua ostinata freddezza, piantandomi nel cuore quell’onda d’urto che ha scatenato in me prima tenerezza, poi sentimenti confusi, identificati con l’ingannevole nome di amore controverso, non erano che segnali di una annunciata distanza che chiedeva al mio pervicace  malessere interiore di  trovare la forza di guarire?
Ho organizzato la mia festa di compleanno solo allo scopo di avere l’ennesimo pretesto per godere ancora della tua presenza, mia deliziosa Pat, che imprimi al mio ozioso abbandono di sensi un che di torbido e fatale, grazie all’ardita semplicità dei tuoi abiti succinti, la guaina nera che ti strizza i fianchi come una carezza di velluto sulle tue eburnee rotondità, sei una moderna maja vestida che Goya vorrebbe ritrarre, con le falangi delle dita impreziosite da amuleti di onice, al collo un teschio smaltato rivestito di finti rubini e sbuffi di stoffa velata sulle spalle. 
Se accetterai l’invito sappi che mi avrai riempito il cuore di gioia, insinuandoti sotto le mie tradite certezze come un’impalpabile reminiscenza di cose belle e perdute e la speranza di un sogno ancora possibile.

Il giorno convenuto, gli invitati si presentarono in casa di Marcello "il secchione". C'erano i compagni di scuola, gli amici della parrocchia e quelli del cineforum domenicale. Tutti, tranne lei. Quando  bussarono alla porta, il suo cuore cominciò a rullare. 
Corse ad aprire:
- Patricia, sei venuta! La riposante dolcezza del tuo sorriso illumina questa casa. Benvenuta.

- A Marcè, ma falla finita, de Proust me basta ‘r nome che ciai! Scialla, che mò se divertimo. Che è na caccia ‘r tesoro? ‘Ndò sta sto varco, ché ciò voja d’encontrà sto gran pezzo de fenomeno pericoloso! Daje, rigà, cacciamo fuori cervo e serpente che stasera se li magnamo.

E la festa ebbe inizio.



BUON COMPLEANNO, 
INSIEME RACCONTIAMO!
🎂


26 commenti:

  1. Ma Patricia, la nordica, che parla romanesco??? Un'omonima forse? ;D
    Sai che ho provato a indovinare chi fosse l'autore della lettera prima di leggere il seguito con la rivelazione... avevo pensato a D'Annunzio.

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    1. Il richiamo era alla sfrenata ipotassi proustiana. 😄
      L'anno scorso ho provato col dialetto fiorentino, ricordi?
      Ma povera Pat, quante gliene combino! 😄

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    2. Domani mi vendico io ahahhahahahahaahahhaha
      Non posso sempre mettere Max nel pentolone o tormentare il fiorentino :D)
      Va beh che domani ce n'è per tutti!!!!
      Benevolmente ovvio! So che non vi offendete!

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  2. Mi ci vedo proprio la Massera a fare la parte :D

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  3. Marinaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!! ahahahahahhahahahha appena smetto di ridere commento ahhahahahah
    Sei forte!
    Comunque, prima di tutto una lettera così mi avrebbe fatto venire il nervus perchè quando un uomo è così romanticone, o te l'ha già fatta o si sta preparando a fartela ahhahahahaha o sono diffidente????
    Il rommanesco non è il mio forte. Potevi aggiungere qualche parolaccia e allora, sì.. sarei stata perfetta!
    Alla fine però, COMPLIMENTI!!!!!!!!!!
    Sei stata davvero incredibile!
    Grazie!

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    1. Ahahah, ti ricordi l'ideuzza?
      Tu hai citato Proust, come potevo non cogliere l'inconsapevole suggerimento? 😀
      E poi daje, Pat, con quel tubino sagomato e quel teschio rubinato fai la tua porca figura! 😂😂

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    2. Salamotti che fuoriescono dal tubino a parte ahahahahahahahha ma se noi togliamo gli occhiali mica li vediamo :D)
      Ricordo ricordo.. :)

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  4. ah ah ah!
    Accostare Patricia a Proust è un vero azzardo. Con una lettera del genere non mi sarei nemmeno io presentata, ma gli amici romaneschi mi hanno fatto piegare dal ridere.
    Molto spiritosa!
    Alla prossima!
    Marina Z.

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    1. Infatti Marina Z. 😥😥😥😥😥😥😥non mi resta che piangere 😆

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  5. :-D Pat trasteverina è qualcosa di sublime, un arricchimento per la Città Eterna, un dono alla Capitale d'Italia. Insieme raccontiamo quanto gli vogliamo bene tutti :-)

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    1. Guarda che domani ce n'è anche per te Ariano... 😍

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    2. Cittadinanza onoraria per Pat! 🤗

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    3. 6 mesi di vacanze aggratissssss??? Ok :D)

      ps no pesce però, grazie. Cassate, melanzane tutto quello che vuoi ma non pesce

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  6. Ahahaha! Ho letto sul blog di Patricia, e commentato, ma ovviamente commento anche qui. Il contrasto tra lo stile magniloquente della lettera e la parlata romanesca è strepitoso! :-D

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    1. Che dire, questi appuntamenti mi divertono sempre. Povera Patricia... e povero Proust! 😂

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  7. Perplesso...
    (da buon piemontese mi limito a un sorriso ironico...)

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  8. Ah ah Marina che finale a sorpresa, davvero divertente. Oggi è stata una giornataccia per me, ma mi hai fatto sorridere. Ciao ☺️

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  9. Ahahahahaha! Marina sei unica: "Adostanno Swann, Odette, Gilberte e tutta la corte, che Patricia de trastevere ne fa polpette?"

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    1. SI rivoltano tutti dalle pagine del libro come Proust dalla tomba. 😂😂

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    2. Ma ce l'hanno tutti con me? diceva Calimero.... ahahahahhahahaha
      Tra me e Marcellino non c'è feeling, no no!

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  10. Patricia che parla romanesco come na borgatara, ammazza ahò che quintalata de robba bbona. A Marì sei na potenza.
    A proposito come stai? Cellai sempre la zampa ar collo?
    Io puro. E si nun è na zampa poco ce manca.
    A Patrì fatte servì t'ha propio sistemata.

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    1. Ahahah, Vincenzo, meno male che Patricia è una persona spiritosa, sennò me toccava scappà non a gambe levate, ma a zampe ar collo! 😄
      Come sto? In piedi, su entrambe le gambe. Tutore e stampelle ancora, ma perlomeno cammino su due piedi e non saltello più: ho cominciato la fisioterapia.
      Un saluto e sempre... in gamba, mi raccomando.😉

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